La chiesa degli Armeni, dedicata a San Gregorio, è stata costruita a partire dal 1701 ed è stata consacrata nel 1714. Fu progettata dall'architetto Giovan Battista Foggini, che si avvalse anche della collaborazione del Granduca Cosimo III.La chiesa fu bombardata e rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, e oggi rimane soltanto la facciata barocca in marmo, con un porticato esterno ritmato da un arco centrale sorretto da pilastri con semicolonne. Il frontone è decorato con statue di cherubini ed un festone con tre statue dello scultore carrarese Vaccarà, raffiguranti la Fede, la Carità e San Gregorio Benedicente.
La chiesa è un'importante testimonianza della presenza della comunità armena a Livorno, presente fin dal 1593, quando la legge Livornina permise l'insediamento in città di genti di ogni provenienza e religione.
Oggi l'interno della chiesa ospita il centro interculturale Mondialità Sviluppo Reciproco.










Il convento di Bosco ai Frati ha origini antiche che risalgono all’XI secolo, ma nel 1400 è stato completamente ristrutturato da Michelozzo (si, lo stesso di Cafaggiolo, Trebbio e Palazzo Medici) su ordine di Cosimo de’ Medici.
l'ingresso porticato del covento di Bosco ai Frati
l'altare della chiesa
il piccolo chiostro interno del convento di Bosco ai Frati
il delizioso pozzo antico del chiostro del convento



l'ingresso di Palazzo Vecchio con il frontespizio










il moletto di Ardenza, dietro alla Baracchina Rossa

